Perchè “a casa”

Il nostro progetto include la possibilità di un intervento svolto “in-house” ossia a casa, questa scelta ha delle motivazioni bene precise che proveremo a spiegarvi qui di seguito.

La condivisione della vita

Noi siamo psicologi e lo sappiamo quanto sia importante il setting durante un percorso terapeutico. L’attenzione ai dettagli è fondamentale affinchè la persona che ospitiamo nel nostro studio si senta accolta, si rilassi, in altre parole: si senta a casa.
L’esperienza e la riflessione teorica hanno generato poi lo strumento diagnostico e terapeutico del “mettersi a vivere insieme”. Questo significa che il trattamento psicologico passa dal piano della parola al piano dell’azione.

Perché entrare in Casa?

La casa è il luogo dove si nasce, si cresce e dove, prima o poi, si ritorna. Che si tratti di adulto o bambino, la Casa è il luogo delle condivisioni familiari, dei bei momenti, dei conflitti, dell’accudimento e del rifiuto. La Casa, con la sua disposizione degli spazi, con la scelta del mobilio, con l’igiene e i suoi profumi, diventa, oggi, il setting terapeutico per eccellenza. Perché ogni uomo, donna, bambino, anziano, vivono in una Casa e da quella bisogna partire. Dalla Casa e da chi vi è all’interno.

Perché se il “problema” è di uno solo dobbiamo essere tutti coinvolti?

Perché il problema non è mai di “uno” soltanto. In un percorso terapeutico in studio la persona è sola. Sola con il suo mondo interiore e il terapeuta che ascolta e interpreta. Lui lo sa che quella interiorità che viene fuori tramite le parole è un mondo. Un mondo costruito nel corso della vita non in isolamento, ma a partire da una Casa, da una Famiglia. La Famiglia, dunque, è parte di quel mondo e non si può pensare che resti estranea al percorso terapeutico della singola persona.

Perché è importante la condivisione della vita?

Immergersi nel contesto famigliare significa condividere il linguaggio, gli usi, le abitudini. Significare respirare insieme lo stesso ambiente e riconoscere, sempre insieme, l’odore di un conflitto, di una negazione, di un trauma, di una sofferenza. Vivere insieme l’ambiente famigliare facilita la messa a fuoco del problema e permette al professionista di accompagnare alla rinascita della persona che significa rinascita per la famiglia. Il terapeuta vive sulla sua pelle la vita famigliare di chi ha chiesto il suo aiuto. In questo modo ne condivide e comprende le dinamiche.